Associazione Musicale Ensemble Luminis Musica
Associazione       Musicale Ensemble Luminis Musica

Progetti

La musica nel medioevo

Lezione-concerto sulla musica medievale diretto alle scuole.

 

Ogni lezione-concerto prevede la presentazione e l’esecuzione di brani del repertorio profano come le estampie francesi e italiane, i saltarelli e i trotti del XIV secolo; brani del repertorio medievale sacro tratti da note raccolte quali le Cantigas de Santa Maria, il Laudario di Cortona, il Laudario Magliabechiano, il libro Vermell de Montserrat.

Gli esecutori si soffermeranno inoltre sulla descrizione degli strumenti suonati: la viella, la ribeca, il chitarrino medievale, il liuto, la cornamusa, i flauti, la bombarda, la buccina e le percussioni, con riferimento agli usi ed alle tradizioni del periodo storico in oggetto.

L’Ensemble Luminis Musica propone un concerto dal titolo: 

 

Llibre Vermell de Montserrat”

(Libro rosso di Montserrat)

Canti devozionali del XIV secolo dall’omonimo manoscritto spagnolo

 

 

Il «Llibre Vermell», così chiamato per il colore vermiglio della sua copertina, è un manoscritto anonimo redatto alla fine del XIV secolo in Spagna, molto probabilmente dai monaci dell’abbazia di Montserrat. Il libro riporta dieci canti di carattere sacro, in lingua latina e catalana, corredati da indicazioni e suggerimenti per la danza.

È un esempio di religiosità squisitamente popolare: canti devozionali, danze processionali, cori d’invocazione e preghiera intonati dai pellegrini davanti alla statua della Vergine Maria, per ringraziarla dei miracoli ricevuti. I fedeli intonavano questi canti lungo il «camin de l’angel» per raggiungere l’abbazia, accompagnandosi con ogni sorta di strumento musicale, e, giunti al monastero, danzavano in “tondo” attorno all’altare. Quello di Montserrat era un pellegrinaggio non solo spirituale, se si considera che la cattedrale fu capitale della procumbatio, una pratica devozionale-terapeutica già nota ai Latini, consistente nella veglia all’interno del recinto sacro di una cattedrale considerata luogo taumaturgico.

Ed è proprio in questa veglia, accompagnata da canti alternati a preghiere e danze, che si fondono in un unico linguaggio le diverse tradizioni musicali dell’Europa cristiana, dalla monodia liturgica alle canzoni dei trovatori, dalle danze carnevalesche alla polifonia.
 

L’Ensemble Luminis Musica propone un concerto dal titolo: 

 

 

D'AMORE DANZARE”

 
 

M​usiche tratte dal Manoscritto di Londra (London, British Library, Additional 29987)

brani di Dante Alighieri, Cecco Angiolieri, Giovanni Boccaccio, Jacopo da Lentini, Francesco Petrarca

 

 

Il Manoscritto di Londra (London, British Library, Additional 29987) è un manoscritto medievale, contenente la musica italiana del Trecento, opere prevalentemente polifoniche e danze strumentali, che ora è nella British Library.

Il manoscritto è molto eterogeneo e disorganizzato, quindi si pensa che si è formato dalla riunione da vari fascicoli copiati in varie località in Italia settentrionale e centrale dall'ultimo decennio del XIV secolo e furono infine raccolti in un unico volume a Firenze dopo il 1400. Sono stati individuati almeno undici copisti nello sviluppo di diverse parti del codice, mentre la copia della musica strumentale e pezzi sacri che seguono sono state effettuate da una sola mano.

È noto che nel 1420 è stata acquisita dalla famiglia Medici.

Il codice è una delle fonti più importanti di tutto il Trecento italiano ed è principalmente dedicata alla polifonia profana. Tutte le parti sono di origine italiana, ad eccezione di tre composizioni francesi, anche se due di queste ultime, sono composte dai compositori italiani: Francesco Landini e Donato da Firenze. Altri compositori sono: Jacopo da Bologna, Bartolino da Padova, Egidius de Francia, Lorenzo da Firenze, Niccolò da Perugia, Vincenzo da Rimini, Bonaiuto Corsini, Donato da Firenze, Gherardello da Firenze, Pianelaio, Jacopo da Firenze, Rosso Chollegrana, Zacara da Teramo.

Il codice è principalmente conosciuto perché contiene 15 danze strumentali monofoniche: 8 istanpitte (Ghaetta, Chominciamento di Gioia, Isabella, Tre Fontane, Parlamento, Belicha, In Pro e Principio di virtù), 4 saltarelli, un trotto e altri due pezzi intitolati Lamento di Tristano e La Manfredina. Tutte queste danze, di autore ignoto, sono gli unici pezzi strumentali del repertorio musicale italiano del Trecento che sono a noi sopravvissuti, ad eccezione di alcuni pezzi presenti in altre fonti.

Le 15 danze italiane della raccolta sono strutturalmente simili alle danze strumentali francesi più antiche (chiamate estampie e contenute nel Chansonnier du Roy), tuttavia presentano tra loro alcune differenze significative, così come avviene con le istanpitte e i saltarelli italiani.

Oltre a queste  il manoscritto contiene altre opere strumentali: 4 chançonete tedesche, il pezzo francese Je port amiablement di Donato da Firenze e un pezzo anonimo che chiude la raccolta.

Sebbene la maggior parte dei pezzi sono di carattere profano, il codice contiene anche alcuni pezzi sacri come il Credo, con il quale si apre la raccolta, o il gruppo di Kyrie—Gloria—Credo presente sulla penultima pagina del manoscritto.

 

L’Ensemble Luminis Musica propone per il periodo natalizio un concerto incentrato su canti e musiche ispirati al Natale della tradizione medievale e primo rinascimentale, dal titolo:

 

 

"Cristo è nato"

                            Canti e musiche medievali sul Natale

 

 


Il concerto, pensato come un percorso musicale, è incentrato sui momenti più significativi del Natale: dall’annunzio dell’angelo Gabriele a Maria, alla nascita del Cristo in una stalla, dove vi è silenziosa la madre del bambino, giungendo infine alla visita dei Magi.

Vengono eseguite laudi ballate, laudi declamate e narrative, rappresentazione delle prime forme di “dramma o teatro liturgico”, cantigas, balli e danze tratti dai seguenti manoscritti:

 

  • Llibre Vermell de Montserrat (XIV sec.),
  • Cantigas de Santa Maria (XIII sec.),
  • Laudario di Cortona (XIII sec.),
  • Laudario Magliabechiano (XIV sec.),
  • Codex Rossi (XIV sec.).

 

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